Così l’internet delle cose migliorerà le nostre vite

C’è il frigorifero intelligente, la macchina che si guida da sola, la domotica che consente di gestire la casa da uno smartphone. C’è tutto questo ma anche molto altro nel nostro futuro. Come la possibilità di personalizzare l’utilizzo di strumenti già diffusi da più di un secolo come l’energia elettrica o la bicicletta. Reinventandoli alla luce delle nuove tecnologie.

Il mondo “connesso” è solo agli inizi: molte delle innovazioni che ieri sembravano sogni sono già presente, quelle che oggi ipotizziamo arriveranno domani e quelle che ancora non immaginiamo le scopriremo prima di quanto pensiamo.Più che di case o città intelligenti si dovrà parlare di società smart, perché quasi ogni ambito delle nostre vite sarà rivoluzionato dalle potenzialità della connettività estrema.

Si stanno gettando le basi per il 5G, per arrivare a creare la “Gigabit society” che avrà un impatto positivo sull’ economia e sullo stile di vita delle persone. Si svilupperanno reti sempre più intelligenti per case ed edifici connessi, smarthome, servizi di e-health ed e-education basati sulla realtà virtuale, automobili connesse e virtual shopping. L’IoT (Internet of Things – Internet delle Cose) permetterà, grazie all’impiego della Rete, un’interazione continua tra persone, oggetti e l’ambiente che ci circonda. E ognuno di questi passaggi determina un’amplificazione di dieci volte delle potenzialità di connessione.

LA CONNETTIVITÀ
«Questa trasformazione digitale ha tre elementi alla base», ci racconta Enrico Bagnasco, responsabile Innovation di Tim. «Innanzitutto una connettività sempre più diffusa e disponibile per far “parlare” tra loro gli oggetti del nostro quotidiano. In secondo luogo una miniaturizzazione dei device per realizzare sensori poco invasivi, piccoli e con batterie della durata di diversi anni. In ultimo una capacità sempre maggiore di elaborare i dati, i cosiddetti big data, che ci consentirà di realizzare soluzioni al servizio dei clienti, delle aziende e della pubblica amministrazione». Pensare a elettrodomestici intelligenti non significa solo un frigorifero in grado di dirci sullo smartphone quali ingredienti manchino per una ricetta o quando scada il latte, ma la possibilità di fornire in modo sicuro e criptato i dati di utilizzo degli stessi così da dare alle aziende produttrici la chance di studiare come migliorarli sul piano dell’efficienza, anche energetica. Non solo: ogni volta che salta la luce perché abbiamo acceso più elettrodomestici ad alto consumo contemporaneamente, come lavatrice, lavastoviglie o forno, sarà possibile chiedere al nostro operatore un supplemento di energia elettrica per il tempo necessario. Grazie ai nuovi contatori intelligenti sarà sufficiente un ordine da remoto per passare, per esempio, da 3 a 4,5 kilowatt per un paio d’ore. Ma la rivoluzione riguarderà le intere città, dando la possibilità alle amministrazioni pubbliche di gestire il traffico o il verde urbano, con significativi impatti sull’ inquinamento acustico e dell’aria e sul risparmio di risorse economiche. Le luci dei lampioni potranno essere regolate rispetto all’ora del giorno, al clima atmosferico o alla presenza di automobili. I parchi potranno essere mantenuti con maggiore precisione e cura e i mezzi pubblici regolati in base alle necessità dei cittadini. Per non parlare di servizi come il bike sharing: l’utente potrà ottimizzare il proprio percorso sulla base del traffico ma anche dello smog, monitorato in tempo reale, per evitare zone troppo congestionate e inquinate.

CONTENUTI DIGITALI
Per fare tutto questo sarà necessario avere città sempre più connesse sia da un punto di vista della capillarità sia della larghezza di banda. E la più grande azienda italiana di telecomunicazioni si sta muovendo da tempo. «Naturalmente la connettività è il nostro presidio storico, abbiamo già avviato il 5G a Torino, Bari, Matera oltre a San Marino primo stato in Europa e tra i primi al mondo. Nel 2018 realizzeremo già le prime sperimentazioni», prosegue Bagnasco, «ma c’è anche un lavoro continuativo che ha l’obiettivo di creare un ecosistema digitale, con tutti i migliori player del settore, dove vogliamo giocare un ruolo da protagonisti». Oggi il mondo che più sta sfruttando, per non dire trainando, la connettività di nuova generazione è quello del multimedia associato a smartphone e tablet,che si tratti di giochi,video o musica. E continuerà a essere così.

L’obiettivo per il futuro è garantire da mobile una visione fluida di filmati in 4K, una qualità di definizione doppia rispetto all’attuale HD, e l’utilizzo da remoto di recenti innovazioni come la realtà virtuale e la realtà aumentata. Potenzialità fruibili con il 5G, anche se già il 4G consente di vedere film e serie tv ad alta definizione con eccellenti risultati. E per questo Tim mette già a disposizione soluzioni personalizzate in base alle esigenze dei clienti: si va da TimVision, la tv on demand con oltre 10mila titoli tra film e serie tv anche in esclusiva, a TimMusic, la piattaforma per la musica in streaming con 25 milioni di brani, a TimGames, per giocare direttamente da smartphone sia in streaming sia in download. E poi c’è la novità di Tim Show, che offre gratuitamente per un anno ai clienti mobili le migliori playlist di Tim Music senza consumare il traffico dati, i giochi di Gameloft, le serie tv di Studio+ e notizie dall’Italia e dal mondo, tutto a portata di app.

Per quanto riguarda la connettività, Bagnasco spiega che «se oggi con il 4G arriviamo ad alcune centinaia di megabit al secondo, con il 5G si passerà ad una capacità di trasmissione fino a decine di gigabit al secondo, con prestazioni dieci volte superiori a quelle attuali. I sensori connessi, invece, potranno essere fino ad alcuni milioni per chilometro quadrato. L’idea è che qualunque cosa sia connessa». Oltre alla casa e alla città, c’ è anche il mondo delle imprese: sono allo studio, per esempio, sedie che sappiano capire come è seduto il lavoratore così da suggerirgli come modificare la postura. Con l’agricoltura di precisione sarà possibile irrigare in modo mirato, all’ ora e solo nel punto necessario.

LE NUOVE AZIENDE
E anche la moda e il lusso potranno beneficiare di questa estesa connettività, assicurando che il prodotto sia originale e tracciabile in caso di furto.

Per non parlare delle applicazioni nel mondo dello sport: dalle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 potremo sfruttare in diretta la realtà virtuale per vedere le gare di atletica da bordo pista. TimVision le trasmetterà insieme a quelle invernali del 2018 in Corea del Sud. Potremo vederle seduti sul divano.

Fotovoltaico italiano, continua la lenta risalita: in 10 mesi 352 MW

La nuova potenza installata è in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo 2016. Sommate a quelle di eolico e idroelettrico, le nuove installazioni raggiungono in totale circa 726 MW, con un +20% rispetto ai primi 10 mesi dell’anno scorso. I nuovi dati Anie/Gaudì.

Nei primi 10 mesi del 2017, in Italia, si sono installati 352 MW di nuovi impianti, con una crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nel quale peraltro c’era stato un aumento dell’installato del 28% rispetto ai primi 10 mesi del 2015.

È questo uno dei dati più importanti tra quelli diffusi oggi da Anie Rinnovabili, che ha rielaborato i numeri forniti dal sistema Gaudì di Terna.

La smart home varrà 120 mld di dollari nel 2022

Il termine Smart Home è diventato di uso assai comune e molti, ormai, sono i device che quotidianamente ci aiutano a rendere la nostra casa sempre più domotica e intelligente. Basti pensare alla diffusione delle lampade comandate attraverso le app, ai sistemi di allarmi elettronici o alle telecamere con connessione Wi-Fi che ci aiutano a sorvegliare la casa durante la nostra assenza.

Una diffusione che ha portato anche problemi di sicurezza mondiale, perché tutti questi device sono costantemente collegati alla rete e possono essere utilizzati dagli hacker informatici per sferrare attacchi via internet.

Da un whitepaper pubblicato dalla Gsma (GSM Association) insieme con Z-Wave Alliance, dal titolo “Smart home strategies that pay off: Takeaways from examples of early success for telcos and service providers”, si evince che, mentre l’adozione da parte dei consumatori di prodotti e servizi per la casa intelligente è cresciuta costantemente in tutto il mondo, per ora da parte del mercato di massa non si è ancora vista una vera massiccia adozione.

Le stime suggeriscono che le entrate, derivanti dal mercato globale delle case intelligenti, potrebbero valere fino a 121,73 miliardi di dollari entro il 2022.

Il Nord America detiene la quota maggiore del mercato; e si intravede ancora ampio spazio per un’ulteriore crescita. Gli Stati Uniti hanno registrato una sostanziale crescita anno su anno del numero di case collegate e questo dovrebbe continuare.

L’Europa sta seguendo il Nord America, come anche la regione Asia-Pacifico (APAC), e vedranno una significativa crescita nei prossimi anni, tanto che il mercato europeo delle case intelligenti raggiungerà i 15,28 miliardi di dollari entro il 2020, mentre l’APAC un valore di 9,28 miliardi di dollari, sempre entro il 2020.

Tuttavia, fattori come i progressi nella tecnologia Internet of Things (IoT), una maggiore accessibilità, una crescente consapevolezza dei casi e dei vantaggi legati all’uso domestico e le preoccupazioni sul consumo energetico, sulla sicurezza e sull’invecchiamento della popolazione ci stanno avvicinando al punto critico.

Il mercato della Smart Home offrirà un’opportunità per una gamma di fornitori di servizi come società di sicurezza, compagnie telefoniche o compagnie di assicurazioni, che condividono una serie di caratteristiche cruciali, tra cui una relazione consolidata con una vasta base di clienti, la reputazione del marchio di lunga data e la fiducia dei consumatori.

Il whitepaper, infine, sottolinea come coloro che capiranno e offriranno la giusta proposta per i propri clienti saranno in grado di creare ulteriori opportunità di guadagno e riusciranno ad incentivare, per un periodo prolungato, la fidelizzazione dei clienti

Da questi dati si capisce come la Smart Home sarà una grande occasione per il futuro, in quanto diventerà sempre più presente nel mercato di massa, portando, per molti settori economici, una sostanziosa opportunità di business.

Dal Politecnico di Torino, l’Internet of Things che riconosce i nostri gusti

Si chiama YouRule il prototipo di intelligenza artificiale che adatta tutti i dispositivi smart alle nostre preferenze.

Già dal nome del progetto capiamo che il paradigma è cambiato. Non è più la tecnologia al centro, ma l’utente. YouRule: sei tu a comandare i dispositivi smart che ti circondano, con i tuoi gusti e le tue preferenze. In casa, come in ufficio o in auto.

La tecnologia è stata sviluppata dal gruppo di ricerca EuPont del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, coordinato dal professor Fulvio Corno, con Luigi De Russis e Alberto Monge Roffarello. YouRule è una piattaforma che punta a rendere più semplici e personalizzabili i dispositivi intelligenti connessi alla rete, proponendo un’interfaccia utente intuitiva e di facile utilizzo. «È proprio questa la sfida più grande – afferma a La Stampa Fulvio Corno -. I nostri sforzi si riversano sulla facilità d’uso, con test, focus group e coinvolgimento degli utenti in ogni fase».

Le specifiche del prototipo sono state oggetto di pubblicazione su Computer, il magazine della IEEE Computer Society.

COS’È YOURULE

«Con YouRule sorpassiamo il concetto di un’applicazione specifica per ogni dispositivo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento dell’utilizzo dello smartphone, e al moltiplicarsi degli oggetti intelligenti di cui ci circondiamo – spiega Corno -. Non è difficile immagine che tra 3 o 5 anni ognuno di noi dovrà controllare un centinaio di dispositivi, ed è inpensabile avere un’app per ognuno di essi. Ci siamo chiesti come superare questo problema, è abbiamo trovato la soluzione con YouRule. L’utente specifica cosa vuole, i suoi gusti e le sue preferenze, poi ci pensa l’intelligenza artificiale a sfruttare i dispositivi connessi per soddisfare le richieste».

Una piattaforma user friendly, su cui impostare le nostre preferenze. Ad esempio, se vogliamo godere di una certa temperatura ambientale in casa, così come in ufficio o in auto, YouRule si connetterà automaticamente ai dispositivi di riscaldamento per offrire il calore di cui si necessita, senza che si debbano fare ulteriori operazioni.

«Con YouRule deleghiamo a una intelligenza intermedia il dialogo coi dispositivi. A noi il compito di fornire alla macchina i nostri gusti e le nostre abitudini, in un contesto semplice. Ad esempio, la programmazione giornaliera di un termostato è vista come cosa complessa dall’utente medio. Noi vogliamo arrivare alla semplicità di una applicazione mobile».

La domotica si fa spazio in casa e… sotto l’albero

La domotica piace sempre più agli italiani, persino come regalo di Natale. Studi e ricerche comprovano questa tendenza che si riscontra anche a livello globale.

La domotica sotto l’albero di Natale. È solo l’ultima tendenza di mercato che comprova quanto piacciano le tecnologie per rendere più smart la casa degli italiani. Oltre che essere un popolo di santi, poeti e navigatori siamo infatti anche amanti dell’hi-tech: termostati intelligenti, smart bulb, impianti di videosorveglianza IP, sono alcuni tra i doni più graditi da quanto emerge da uno studio di Avvenia, società specializzata nell’efficienza energetica, e Visa.

Secondo il campione sondato, i prodotti tecnologici si posizionano al primo posto, con il 38% delle preferenze degli italiani. E tra questi ci sono, appunto, i sistemi di domotica.

Domotica e preferenze

A confermare il trend c’è anche la recente analisi svolta dal portale ProntoPro.it sulle richieste legate al mondo dell’automazione domestica: balza all’occhio che il 30% delle richieste di installazione siano rivolte a impianti di videosorveglianza e d’illuminazione.

Seconda per preferenze (14%), l’automazione, specie con gestione da remoto, di porte, cancelli, finestre e altri dispositivi analoghi. Al terzo gradino del podio (13%) ci sono le richieste in materia di risparmio energetico derivanti dalla gestione attenta del riscaldamento. Oltre al riscaldamento ci sono le richieste dl’installazione di impianti domotici per la climatizzazione (11%).

A questi segue l’interesse a installare soluzioni di:
automazione di tapparelle e tende da sole (9%), sistemi smart home completi (9%), integrazione domotica riguardante anche apparati audio/video (8%), sistemi domotici per il giardino (5%)

A questo proposito è bene ricordare la leva degli ecobonus: le detrazioni fiscali al 65% riguardano, infatti, anche le soluzioni di home automation.

Smart home: un mercato che cresce in tutto il mondo

L’alto gradimento riscontrato in Italia è un trend confermato anche a livello globale. Secondo una ricerca di Markets and Markets, riportata in sintesi da PR Newswire relativa al mercato della smart home segnala che esso ha raggiunto i 54,97 miliardi di dollari nel 2016, ma evidenziando un tasso annuale di crescita composto (CAGR) stimato al 13,61% tra il 2017 e il 2023; tale mercato si prevede raggiungerà i 137,91 miliardi di dollari da qui al 2023.

La crescita di questo mercato può essere attribuita ai progressi tecnologici in ambito IoT, alla crescente necessità di sicurezza registrata tra i consumatori e l’aumentata necessità di risparmio energetico e di soluzioni che possano contribuire a ridurre le emissioni di CO2, segnala la società di analisi.

Il mercato più forte si conferma il Nord America principalmente a causa della crescente domanda di sistemi di gestione energetica domestica e di sicurezza e la popolarità in aumento relativa all’integrazione di dispositivi intelligenti come tablet e smartphone tra le soluzioni smart home. Ma è il mercato Asia-Pacifico quello destinato a evidenziare il più alto CAGR nel periodo 2017-2023. Un aumento dovuto, tra l’altro, al miglioramento degli standard di vita e alla crescente urbanizzazione che ha portato a infrastrutture tecnologiche sempre più complesse. Inoltre, va considerato anche l’aumento del numero di nuovi progetti residenziali sempre più votati alla performance energetica.

La smart lighting è la fetta più cospicua della quota di mercato nel 2016, grazie alla capacità di controllo dell’illuminazione e alla sua importanza nel ridurre il consumo di energia elettrica nelle abitazioni grazie all’utilizzo di sensoristica. Ma è tutto il comparto dei dispositivi smart home a essere previsto in sensibile aumento tra il 2017 e il 2023.

Nasce a Torino l’Internet of Things facile da programmare

Il Politecnico della città sabauda ha messo a punto Eupont, una tecnologia che permette di creare interfacce di programmazione degli oggetti IoT molto semplici e intuitive. Con esse gli oggetti “intelligenti” sapranno adattarsi in automatico agli utenti.

Un termostato smart che “riconosce” il padrone di casa e che imposta la temperatura a lui gradita per accoglierlo al suo rientro. Oggetti come questo, da Nest in poi, non sono più fantascienza ma il mondo dell’Internet of Things resta ancora oggi tappezzato di sfide da vincere. Una è quella delle interfacce, che sempre più dovranno diventare se non “trasparenti”, almeno intuitive e facili da utilizzare. L’approccio oggi più usato nella programmazione è il cosiddetto “if-this-then-that”, cioè quello che associa una circostanza a una conseguenza, con un legame causa/effetto. Questo metodo ha però dei limiti, come il fatto di dover prevedere delle istruzioni piuttosto specifiche e di doverle impostare per ciascun oggetto connesso di una rete domestica. Per esempio, con l’Ifttt non si possono creare regole generiche del tipo “Se un elettrodomestico ha un guasto, mandami una notifica”, ma è necessario creare molte regole simili per ogni elettrodomestico; inoltre, gli utenti devono abilitare esplicitamente i servizi prima di poterli usare e ciò preclude la possibilità di interagire con servizi che la persona non conosce (per esempio, le app di trasporto intelligente di una smart city).

Il Politecnico di Torino sta lavorando in questo senso con un progetto che mira a realizzare sia le interfacce, sia il sistema di intelligenza artificiale, sia le infrastrutture che possano concretizzare nuovi sistemi di domotica e IoT più user-friendly e facilmente personalizzabili. Un primo frutto di questo lavoro è EuPont, una tecnologia (di cui ha parlato anche il magazine della Ieee Computer Society) messa a punto dal gruppo di ricerca del Dipartimento di Automatica e Informatica coordinato dal professor Fulvio Corno, da Luigi De Russis e da Alberto Monge Roffarello.

Si tratta di una sorta di “vocabolario” per la programmazione semantica, che permette agli utenti di raggiungere i propri scopi “con un minor numero di regole di livello più alto e adattabili a diversi contesti” e a oggetti e servizi IoT. Che cosa si intenda in merito alle “regole”, anche per i non addetti ai lavori, lo si capisce attraverso un primo esempio di piattaforma di programmazione realizzata sulla base di EuPont. YouRule, questo il nome della piattaforma, consente di programmare il funzionamento degli oggetti smart in modo semplice ma allo stesso tempo ottenendo risultati personalizzati sul singolo utente.

Tramite smartphone, interagendo con le classiche icone e voci di menu di un’app, diventa possibile definire una data regola che attiva un comportamento dell’oggetto connesso: per esempio, si può fare in modo che un termostato porti la temperatura di casa su un certo livello quando il telefonino dell’utente varca l’uscio. Una volta programmati i comportamenti che si desiderano ottenere, non sarà più necessario ripetere di volta in volta le istruzioni per determinare un risultato.

Bonus energia e gas: erogazione automatica?

Bonus Energia: semplificazione e automatismo nell’erogazione. Queste le richieste che, da sempre, Federconsumatori propone al Governo.

Si discute molto, in fase di definizione della Legge di Bilancio, del bonus gas ed energia.

Misure importanti, in grado di dare un concreto sollievo alle famiglie che versano in difficoltà economica. Da anni avanziamo al Governo proposte tese a modificare tali agevolazioni, chiedendo in particolare un meccanismo di automatismo ed una seria opera di semplificazione.

Nel dettaglio, a maggior ragione alla luce della marginale richiesta dei bonus rispetto alla platea degli aventi diritto, abbiamo rilevato l’opportunità di disporre un incrocio dei dati tra fornitore di energia e Agenzia delle Entrate per erogare, in maniera del tutto automatica il bonus gas ed il bonus energia.

Al fianco di tale automatismo, inoltre, è necessario disporre una semplificazione della procedura di rinnovo, inviando al beneficiario, annualmente, una richiesta di autocertificazione di sussistenza delle condizioni economiche che gli hanno dato diritto al beneficio del bonus.

Tali operazioni si rivelano essenziali in ragione della crescente povertà energetica nel nostro Paese, messa in luce dalle più recenti ricerche in tema. Semplificando e rendendo automatiche le modalità di accesso ai bonus, infatti, si avrebbe un duplice, importante risultato: da un lato si travalicherebbero gli ostacoli e le lungaggini burocratiche che spesso rappresentano un forte freno alla presentazione delle richieste, dall’altro non si dovrebbero costringere gli aventi diritto a superare le proprie remore ed i propri timori nel dover rivelare agli uffici comunali informazioni sensibili relative alle proprie condizioni economiche (creando situazioni di forte imbarazzo, specialmente nei piccoli centri).

La Smart Manufacturing Revolution è alle porte

All’interno del panorama odierno, caratterizzato da un modello di vendita on-demand, il settore manifatturiero sta vivendo importanti cambiamenti per rispondere alle sempre più alte aspettative dei consumatori. Si tratta di una nuova realtà che il settore sta affrontando e chi non è in grado di integrare l’automazione e le tecnologie cosiddette smart rischia, in un prossimo futuro, di perdere la propria rilevanza e competitività sul mercato.

Secondo il Manufacturing Vision Study, recentemente pubblicato da Zebra Technologies, quasi i due terzi degli operatori del settore manifatturiero sta adottando tecnologie smart al fine di avere entro il 2022 stabilimenti interamente connessi. Nonostante questo cambiamento, oggi solamente il 43% dei produttori adotta tecnologie smart. Ad esempio il 62% degli operatori dichiara di usare carta e penna per tracciare importanti fasi della produzione, aumentando così il rischio di commettere errori. Secondo lo studio questo dato dovrebbe ridursi entro il 2022 fino ad arrivare ad 1 su 5.

Il passaggio verso tecnologie smart, a volte definite come Industrial Internet of Things (IIoT), abilita la visibilità in tempo reale e permette di prendere decisioni più efficaci lungo tutta la supply chain.

Al centro dell’IIoT c’è la modalità con la quale le aziende raccolgono e condividono i dati. La capacità di avere i dati immediatamente disponibili in cloud offre una visibilità senza precedenti che aumenta la performance operativa. Attualmente pochi produttori stanno sfruttando il potere dei propri dati: lo studio di Zebra mostra come solo il 27% stia già oggi raccogliendo dati dalla fase produttiva, dalla supply chain e dagli utenti.

Avere accesso istantaneo ai dati è fondamentale per operare in tempo reale quelle variazioni che assicurano che il processo produttivo si svolga senza problemi. Questo dà la possibilità di reagire al cambiamento dei bisogni dei consumatori, riducendo la necessità di stoccaggio ed eliminando eventuali punti critici. Infatti, il 50% dei produttori afferma che migliorare la loro capacità di adattarsi alle richieste del mercato in continuo cambiamento è una delle principali strategie di crescita del business.

Oltre ai dati, il passaggio ad un ambiente maggiormente automatizzato sta portando in primo piano le soluzioni basate sulla voce e sulla tecnologia RFID. Secondo lo studio di Zebra, il 51% dei produttori sta progettando di espandere l’uso delle tecnologie vocali nei prossimi 5 anni, mentre il 60% aumenterà l’uso del real-time location tracking per dare maggiore visibilità e crescita alle loro operazioni.

Lo stabilimento smart del futuro arriverà prima di quanto possiamo aspettarci. Adesso è il momento per il manifatturiero di iniziare a integrare le soluzioni per la visibilità negli stabilimenti in modo da aumentare la qualità, velocizzare la produzione e ridurre i costi

Internet of Things, previsti 125 miliardi di oggetti connessi nel 2030

Secondo stime, il numero di oggetti connessi passerà da 17 miliardi nel 2017 a 125 miliardi nel 2030, con una crescita media del 12% all’anno. Il numero di oggetti connessi in modalità IoT (Internet of Things) a livello globale crescerà in media del 12% all’anno nei prossimi 13 anni, passando così dai 17 miliardi di dispositivi connessi quest’anno a 125 miliardi nel 2030. Queste le previsioni di IHS Markit, società di analisi che ha analizzato come l’IoT modificherà alla radice il panorama competitivo, trasformando la quotidianità del business e creando nuove finestre di opportunità. Secondo lo studio, la trasmissione dati globale nei prossimi 15 anni crescerà fra il 20 e il 25% nei prossimi anni, fino ad un massimo del 50%.

IHS Markit ha individuato quattro pilastri fondamentali alla base dell’IoT: connettere, raccogliere, computare e creare.

•Nuove connessioni di dispositivi e informazioni
•Raccolta potenziata di dati, che cresce di pari passo con le connessioni di dispositivi e informazioni
•Computazione avanzata che trasforma i dati raccolti in nuove possibilità
•Unica creazione di nuove interazioni, nuovi modelli di business e nuove soluzioni

Un problema da risolvere, nonostante le enormi potenzialità derivanti dal mondo degli oggetti connessi, sono le difficoltà che molte imprese incontrano nell’identificare strategie concrete per l’IoT.

Secondo un report di CBI in partnership con Vodafone, più della metà delle imprese sta investendo in nuove soluzioni IoT per migliorare il business.

La domotica e gli italiani: uno su tre vuole installare impianti

È quanto emerge da uno studio di ProntoPro.it: al primo posto la volontà di dotarsi di sistemi di videosorveglianza e di illuminazione per proteggersi dai ladri e risparmiare in bolletta. Le case degli italiani sono sempre più smart. A rivelarlo è una ricerca condotta da ProntoPro.it, il portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale: un intervistato su tre ha scelto di dotare la propria abitazione di impianti domotici. Le motivazioni principali? Proteggersi dai ladri e risparmiare in bolletta. È emerso infatti che il 30 per cento delle richieste è rivolta a impianti di videosorveglianza e di illuminazione. Segue: un 14 per cento di persone che vogliono gestire con dito aperture e chiusure delle porte di casa, il 13 per cento preferisce invece tenere sotto controllo la temperatura per risparmiare sulle spese di riscaldamento, un 9 per cento sceglie la domotica per comandare tapparelle e tende da sole e un altro 9 per cento per mettere in funzione gli elettrodomestici. La percentuale più bassa fa riferimento a chi ama delegare la cura del proprio giardino, parliamo del 5 per cento, a sistemi di irrigazione domotica.