Condominio: La sicurezza di avere tutto sotto controllo

Proteggere il condominio da furti e vandalismi con la videosorveglianza delle aree comuni.
I sistemi di videosorveglianza rappresentano un efficace deterrente contro furti e atti di vandalismo e contribuiscono ad aumentare la sicurezza e la tranquillità dei condòmini, grazie alla registrazione continua di tutto ciò che avviene nelle aree comuni del condominio (ingressi, accessi ai vani scala, spazi cantine, garage, ecc…) e alla possibilità di identificare con maggior facilità i responsabili degli illeciti.

Il Gruppo A2A ti offre un pacchetto chiavi in mano per la sicurezza del tuo condominio, comprensivo di sopralluogo e preventivo gratuito, fornitura e installazione delle telecamere e del sistema di archiviazione delle immagini (DVR) e la conservazione delle immagini sulla base di quanto previsto dalla normativa di riferimento in vigore.

Compreso nel pacchetto c’è un servizio completo: manutenzione all inclusive per l’intera durata del contratto e senza costi aggiuntivi, supporto da parte di personale specializzato per l’individuazione e il recupero delle immagini con costante controllo da remoto per verificare il corretto funzionamento dell’impianto.

Grazie alla pluriennale esperienza maturata nel campo della videosorveglianza di edifici, musei e siti industriali, le società del Gruppo A2A sono oggi in grado di proporre una soluzione di elevato contenuto professionale e tecnologico specificatamente studiata per garantire la sicurezza degli condomini.

La sicurezza in casa e in ufficio

Rendi sicuro il tuo ufficio o la tua casa grazie alla domotica.

Il problema della sicurezza nelle abitazioni o nei posti di lavoro è molto sentito, chiunque vuole sapere che i propri beni siano al sicuro in ogni momento. Per garantire la sicurezza sia in ambito domestico sia in quello lavorativo oggi possiamo rivolgerci alla domotica che grazie all’automazione permette di avere un occhio sempre vigile sulle nostre proprietà. Che si tratti di impianti di videosorveglianza o di allarmi, oggi le integrazioni tecnologiche permettono di avere un maggiore controllo su ciò che avviene nelle nostre case o nei luoghi di lavoro quando siamo assenti.

Tutto quello che ti serve per la sicurezza della casa e dell’ufficio.

Per ottenere una soluzione integrativa completa che ti permetta di supervisionare da remoto i tuoi edifici devi rivolgerti a CS Concetto Sicurezza, un’azienda leader nel settore della domotica che realizza soluzioni personalizzate altamente performanti. Con un impianto integrativo sviluppato su misura puoi ottenere la massima resa in termini di sicurezza degli edifici. Con l’ausilio di un’apposita app da istallare sullo smartphone o sul tablet hai letteralmente tra le tue mani il controllo completo della tua casa o del tuo ufficio, anche se sei dall’altro capo del mondo e questo è un vantaggio senza precedenti che migliora in modo decisivo la vita di chi decide di scegliere questa soluzione. La domotica, in questo campo, aggiunge ulteriori vantaggi ai sistemi di sicurezza per la casa e l’ufficio, perché automatizza anche determinate funzioni che altrimenti sarebbe impossibile ottenere.

Nasce la casa modulare sostenibile che impara dalle tue abitudini

Guardare agli organismi viventi per ripensare l’architettura sostenibile, immaginando un’abitazione capace di adattarsi alle esigenze dei suoi inquilini e di alimentarsi esclusivamente con energia pulita. Una sfida accettata dagli studenti dell’Università del Maryland, che hanno sviluppato reACT, una casa modulare che può essere spedita facilmente e montata in autocostruzione. reACT è l’acronimo di Resilient Adaptive Climate, termine utilizzato dagli universitari per descrivere il loro approccio, che comprende autosufficienza energetica, possibilità di adattare la struttura alle esigenze climatiche, generazione di energia rinnovabile, riciclo dei rifiuti, produzione di cibo e acqua potabile, raccolta delle acque meteoriche. La casa modulare è progettata attorno ad un cortile centrale con tetto e pareti in vetro per illuminare l’interno e servire per assorbire il calore solare. Un impianto fotovoltaico con annessa batteria permette accumulo di energia elettrica e offre ai residenti la possibilità di venere l’elettricità in rete. ReACT produce anche acqua potabile attraverso sistemi di raccolta e trattamento dell’acqua piovana e delle acque grigie. Un orto domestico all’aperto è il nucleo verde dell’abitazione: si possono coltivare ortaggi e verdure ​utilizzando i rifiuti organici raccolti dalla compost toilet. Tramite l’automazione, la casa è capace di regolarsi per essere sempre il più possibile efficiente dal punto di vista energetico. Non solo, ma nel tempo si modella sull’ambiente esterno e sugli stili di vita degli occupanti. La tecnologia messa a punto dagli studenti del Maryland è un sistema che interagisce con gli inquilini e con il contesto. Il prototipo sarà presentato alla competizione Solar Decathlon 2017.

Internet of Things: la tecnologia di cui tutti parlano che migliorerà le nostre vite

Ecco come funziona la tecnologia IoT

Notizie 24, venerdì 06 ottobre 2017.

Fra le tecnologie che evolvono e il digitale che prende sempre più piede, spesso si sentono parole strane e acronimi che fatichiamo a comprendere. Ciò sta accadendo anche con l’IoT, ovvero l’Internet of Things. Un concetto semplice, ma forse esasperato da una apparente contraddizione: come può Internet “entrare” nelle cose tangibili? Niente di particolarmente complesso: oggi molti dispositivi sono dotati di tecnologie di connessione in rete. E questo li rende gestibili anche a distanza tramite app, oppure consente di automatizzarne certe funzioni grazie a sistemi centralizzati. In sostanza, l’IoT è letteralmente l’Internet degli oggetti, delle cose che ci circondano. Tutto può essere collegato al web: dalle videocamere di sorveglianza fino alla lavatrice, passando per il frigorifero e le tapparelle. Grazie ad un router e a una centralina, questi device si muovono in sincrono, senza l’intervento dell’uomo.

Come funziona la tecnologia IoT?

Il funzionamento della tecnologia dell’IoT l’abbiamo appena accennato: un dispositivo che può connettersi al WiFi domestico, per essere gestito a distanza oppure automatizzato. Queste due operazioni sono rese possibili da software e sensori: i primi consentono connessione e interazione tramite app, i secondi studiano l’ambiente fisico circostante e avviano delle azioni in risposta a certi stimoli. Ecco perché l’IoT è a conti fatti l’Internet che esce dal digitale per diventare analogico. Alcuni esempi di dispositivi IoT? La lavatrice, il frigorifero, le già citate tapparelle ma anche il sistema di riscaldamento e le luci di casa. Persino le serrature. Ma dato che Internet è una componente fondamentale per l’IoT, serve una connessione potente e soprattutto stabile: al momento, questo è l’identikit della connessione ADSL. Infatti, non è casuale che diversi Internet provider come ad esempio Vodafone propongano un’offerta ADSL per la casa molto conveniente: ideale per sfruttare tutto il potenziale dei device IoT.

IoT: una tecnologia che ci faciliterà la vita

L’IoT non è un vezzo, ma una vera e propria rivoluzione, dato che sarà determinante per innalzare la nostra qualità di vita a livelli finora sconosciuti. Poter sfruttare l’Internet delle cose, infatti, significa poter programmare i dispositivi da remoto: ad esempio, possiamo controllare il contenuto del frigo dalla videocamera interna tramite app per smartphone. Manca il formaggio? Un domani si potrà chiedere all’elettrodomestico di fare la spesa online al posto nostro. Altri esempi di IoT al servizio della nostra quotidianità? L’aspirapolvere intelligente che studia le superfici per evitare gli ostacoli, totalmente automatizzato. Oppure le serrature biometriche che si aprono solo in nostra presenza. Infine, l’IoT farà bene anche all’ambiente, in quanto veicolo di risparmio energetico: potendo ad esempio contare su un sistema centralizzato delle luci, esse si avvieranno solo quando necessario. Tutto ciò porterà all’ottimizzazione dei consumi, ergo all’abbattimento degli sprechi energetici: viste le condizioni in cui versa il pianeta, l’IoT è una grande notizia.

La soluzione al principale problema dell’Internet of Things

WASHINGTON – Qualsiasi dispositivo collegato ad Internet necessita di una batteria o di un cavo di alimentazione. Con la prepotente diffusione dell’IOT (Internet delle cose), dove tutti gli oggetti di uso comune saranno connessi alla rete, si rende necessario un sistema di trasmissione che non richieda fonti di energia. I ricercatori dell’Università di Washington hanno sviluppato una tecnologia in grado di funzionare usando solo l’energia proveniente da TV, radio, telefoni cellulare e segnali Wi-Fi che si trovano nelle vicinanze.

Il trasferimento di energia senza fili non era una novità. Tutti abbiamo dimestichezza con la tecnologia wireless. Ma ottenere un dispositivo senza nessuna fonte di alimentazione convenzionale che permettesse di comunicare era una vera sfida. Durante la comunicazione infatti vengono generate onde radio molto potenti, mentre quelle prodotte da un televisore o da una radio, che dovrebbero alimentare il nostro dispositivo, hanno una potenza alquanto ridotta.

Shyamnath Gollakota e il suo collega Joshua Smith hanno dimostrato che i deboli segnali radio emessi da un televisore o da una radio possono fornire sufficiente energia utilizzando un principio chiamato backscattering. Con il backscattering invece di generare segnali originali, uno dei dispositivi riflette selettivamente le onde radio in arrivo per costruire un nuovo segnale, un po’ come un escursionista ferito che invia un messaggio SOS usando il sole e uno specchio. Un gadget che utilizza questa tecnica assorbe una certa energia dal segnale che sta modificando per alimentare i propri circuiti.

Con questa tecnologia sarà possibile comunicare gratuitamente. I chip delle smart card già contano su questa tecnologia. Quello che ancora manca sono dispositivi di lettura specializzati, in grado di captare il segnale. Purtroppo i due dispositivi devono trovarsi a pochi centimetri di distanza. I segnali riflessi infatti sono molto deboli e inoltre potrebbero esserci interferenze. Un nuovo prototipo di questa tecnologia consente di collegare due dispositivi che si trovano ad una distanza di cento piedi l’uno dall’altro, anche se separati da una parete.

I ricercatori prevedono costi abbastanza contenuti per la messa a punto di dispositivi basati su questa tecnologia.

Nelle nostre case, in futuro, le bottiglie vi comunicheranno se è il momento di fare rifornimento, le scarpe se durante la corsa imprimete la corretta spinta, e lo spazzolini da denti se dovete stare attenti perché questa mattina avete l’alito cattivo.

Una Finestra aperta sul risparmio energetico: ecco come ridurre l’impatto sull’ambiente e sulla bolletta

Bartolomeo (Verizon): il mercato B2B, da solo, può generare più del 70% del valore potenziale dell’IoT. Il primo incentivo è la possibilità di aumentare il fatturato

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori

continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

L’Internet of Things (IoT), nel 2017, si trova al centro della digital transformation, tant’è che il 73% dei manager studia, o applica già, i sistemi IoT. Produzione, trasporti e utilitysono i settori in cui si concentrano i maggiori investimenti, mentre assicurazioni e mercato consumer sono quelli in cui la spesa sta crescendo più velocemente. Con 8 miliardi e 400 mila oggetti connessi in uso nel 2017, il 31% in più rispetto al 2016, oltre a tecnologie di rete, tagli dei costi e pressioni legislative che spingono all’uso di queste soluzioni, i responsabili aziendali non solo sono molto attenti, ma sono sempre più coinvolti in questi temi, secondo un nuovo report lanciato proprio oggi da Verizon. Si intitola “Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017“, e comprende alcuni insight di uno studio commissionato da Verizon, una ricerca eseguita da un ente esterno, e altri nuovi dati.

Chi li utilizza per primo si assicura un vantaggio

L’IoT, dal punto di vista economico, è sempre più in corsa, e il settore B2B sarà il primo a sfruttarne i vantaggi, generando, infatti, il 70% del valore potenziale derivante dall’utilizzo dell’IoT. E, se da un lato le aziende di tutti i settori continuano a sviluppare e prototiparecasi d’uso per garantire una visibilità in tempo reale dei dati riguardo gli asset, le attrezzature, la gestione dell’energia e la sicurezza pubblica – cioè per qualsiasi contesto, dall’edilizia che sfrutta i droni per i sopralluoghi, agli enti governativi che incentivano collettività “smart” – i dubbi sull’IoT però persistono. E, come sottolinea appunto il report di Verizon, quando si parla più nello specifico di queste tecnologie, più del 50% dei responsabili delle aziende individua quattro criticità principali:
– Standard
– Sicurezza
– Interoperabilità
– Costi

Queste incertezze, insieme alle preoccupazioni legate alla scalabilità e alla semplicità, frenano le aziende da un utilizzo estensivo dell’IoT, infatti, molte di queste tecnologie rimangono poi relegate alle fasi pilota o proof-of-concept. I primi ad adottare queste soluzioni sembrano concentrati soprattutto sull’applicazione di casi d’uso semplici, come monitorare dati o inviare alert, e iniziano a cogliere tutto il potenziale dell’IoT in termini di crescita ed efficienza per i diversi settori.

Confini sempre più labili

Il report evidenzia le nuove tecnologie di rete applicate nei diversi settori – come la prima rete nazionale CAT-M1 lanciata nel 2017 proprio da Verizon, e, inoltre, l’abbattimento dei costi dei piani di connettività legato a questa novità; il cambiamento del comportamento dei consumatori come riflesso della sharing economy, e i criteri normativi che si rivolgono ai settori sanità, alimentare e aerospaziale. Questi sono solo alcuni dei fattori che sostengono la diffusione dell’IoT e la crescita di quest’anno, l’ecosistema, infatti, movimenterà investimenti nell’ordine di 2 trilioni di dollari US nel 2017.
Il report, inoltre, spiega ciò che le aziende dovrebbero considerare riguardo lo sviluppo dell’IoT, e affronta molte delle preoccupazioni espresse dai responsabili intervistati. Ecco alcuni esempi:
a) Semplicità e integrazione: le piattaforme IoT, come Verizon’s ThingSpace, saranno sempre più affidabili, e snelliranno la quantità di applicazioni necessarie, quindi gli sviluppatori avranno più facilmente accesso a nuovi strumenti e risorse per i casi d’uso sull’IoT. Inoltre, questo mercato continuerà a rafforzarsi.
b) Costi: la nuova tecnologia e i nuovi chipset CAT-M1 taglieranno i costi della connettività e amplieranno le possibilità di utilizzo da parte di aziende di tutte le dimensioni.
c) Sicurezza: raccogliere, analizzare e integrare i dati in sicurezza continuerà a rappresentare una priorità, grazie a soluzioni come Security Credentialing di Verizon, (basata sugli standard GSMA) e ai servizi Software-Defined Perimeter, che contribuiscono a proteggere piattaforma, rete e dispositivi.

L’IoT nella quotidianità

Alcuni casi studio trattati nel report includono:
– Tecnologia Track and Trace, fruibile proprio attraverso l’IoT, che è a fianco delle aziende farmaceutiche, come Aegerion Pharmaceuticals, a combattere la contraffazione e a rispettare i criteri della normativa U.S. Drug Supply Chain Security Act (DSCSA).
– I droni, che contribuiscono alle attività dei settori utilities e edilizia, come nel caso di Hensel Phelps, per realizzare sopralluoghi e ristrutturazioni senza mobilitare il personale.
– Gli aerei senza pilota stanno rivoluzionando il settore assicurativo, basti pensare che il 70% delle aziende attive nei rami proprietà e sinistri della classifica Fortune 500 si affida ai droni per ispezioni e altre attività legate alle richieste di risarcimento.
– Collettività smart. Informazioni sul traffico davvero utili, parcheggi efficienti, rendere più unita una collettività e colmare il gap digitale, questi sono servizi reali in città avanzate come Boston, Sacramento e Kansas City.
– Enti governativi e aziende private che partecipano alla sharing economy. Columbus Yellow Cab si avvale delle soluzioni Verizon Share per semplificare e automatizzare la prenotazione dei taxi e i pagamenti della propria flotta e degli autisti in tutto l’Ohio. I taxisti Yellow Cab, infatti, detti anche Driver Partners, si appoggiano proprio a Share Solution di Verizon per localizzare e proporre i taxi più facilmente, creando così un concetto di servizio on-demand e self-service per accedere ai veicoli.

– I fornitori di elettricità che introducono tecnologie cloud per reti e lettori smart, per consentire la lettura e le notifiche di blackout e ripristino attraverso il sistema connesso 4G LTE, con insight specifici e dati per la pianificazione futura.
“Lo scorso anno, le aziende più innovative nei settori sanità, edilizia, enti governativi, agtech e molti altri non solo hanno creato prototipi, ma, in molti casi, hanno applicato la tecnologia IoT per incrementare la propria efficienza, monitorare e gestire asset, al fine di aumentare anche il fatturato. Nel 2017 i progressi tecnologici e normativi, insieme al cambiamento del comportamento dei consumatori e all’abbassamento dei costi, hanno avvicinato l’IoT alle aziende, e questa è solo la punta dell’iceberg, se parliamo dei budget che questo mercato può muovere”, afferma Mark Bartolomeo, VP of IoT Connected Solutions di Verizon.

Il report Lo stato dell’arte: il mercato Internet of Things 2017 è disponibile qui.

– I fornitori di elettricità che introducono tecnologie cloud per reti e lettori smart, per consentire la lettura e le notifiche di blackout e ripristino attraverso il sistema connesso 4G LTE, con insight specifici e dati per la pianificazione futura.
“Lo scorso anno, le aziende più innovative nei settori sanità, edilizia, enti governativi, agtech e molti altri non solo hanno creato prototipi, ma, in molti casi, hanno applicato la tecnologia IoT per incrementare la propria efficienza, monitorare e gestire asset, al fine di aumentare anche il fatturato. Nel 2017 i progressi tecnologici e normativi, insieme al cambiamento del comportamento dei consumatori e all’abbassamento dei costi, hanno avvicinato l’IoT alle aziende, e questa è solo la punta dell’iceberg, se parliamo dei budget che questo mercato può muovere”, afferma Mark Bartolomeo, VP of IoT Connected Solutions di Verizon.

Vodafone, il 13% delle imprese europee utilizza soluzioni IoT

Usa al top con il 19% di aziende che utilizzano l’Internet delle cose. Per il 66% degli imprenditori senza IoT impensabile la trasformazione digitale. Erik Brenneis (Vodafone): “Negli ultimi cinque anni il numero di imprese che ha adottato l’Internet of Things a livello mondiale è raddoppiato”.

Le aziende a livello mondiale che lavorano con più di 50 mila apparecchi connessi in rete sono raddoppiate negli ultimi 12 mesi, il 51% di queste ha registrato ricavi diretti dall’utilizzo di soluzioni dell’Internet of Things (IoT), mentre l’84% delle organizzazioni ha dichiarato di voler aumentare il numero di dispositivi interconnessi per la fine dell’anno in corso.

Sono solo alcuni dei dati emersi dal nuovo IoT Barometer Report 2017” di Vodafone , uno studio accurato sulla diffusione, l’utilizzo e l’efficacia dell’Internet delle cose su scala globale.

Il 66% dei manager intervistati ha addirittura affermato che senza la tecnologia IoT non sarebbe possibile la trasformazione digitale in atto.

Negli ultimi cinque anni il numero di imprese che ha adottato l’Internet of Things è raddoppiato – ha dichiarato Erik Brenneis, direttore area IoT di Vodafone – con progetti che ormai contengono al loro interno decine di migliaia di macchine interconnesse”.

Una tecnologia e un sistema di soluzioni che vedrà il suo impiego accrescersi nel tempo, con il 79% degli utilizzatori che già oggi sostengono la strategicità dell’Internet of Things nel loro business ed entro qualche anno in qualsiasi mercato a livello mondiale”.

Sono miliardi gli oggetti intelligenti connessi in rete ed interconnessi tra loro per dar vita all’ecosistema mondiale IoT, che ad oggi vale 171 miliardi di dollari circa e che nel 2022, secondo un recente studio Research and Markets, potrebbe valere più di 561 miliardi di dollari.

Un business che per il Report Vodafone è maggiormente sviluppato soprattutto nel mercato degli Stati Uniti. Qui il 19% delle imprese è IoT oriented (con più di 10 mila device interconnessi), seguito dall’Europa con il 13%, dall’Asia-Pacifico con il 7%.

Le aziende che più di altre hanno messo a frutto le tecnologie dell’Internet delle cose per aumentare di efficienza, di ricavi e di risparmi, sono quelle del settore energetico, in particolare grazie alle smart grid e i contatori intelligenti.

Il 53% delle organizzazioni IoT otiented in Asia hanno riferito di aver registrato un aumento di competitività nell’ultimo anno, contro il 35% di quelle americane e il 33% di quelle in Europa.

Nell’industria automotive il 51% delle imprese ha dichiarato che la trasformazione digitale dell’industria automobilistica non sarebbe stata possibile senza l’adozione di soluzioni IoT.

Male purtroppo il dato sulla cybersecurity. Solo il 7% delle imprese con oltre 10 mila device interconnessi ha preventivato una spesa in tecnologie e servizi per la sicurezza delle reti, degli apparecchi aziendali e delle informazioni sensibili.