Nasce la casa modulare sostenibile che impara dalle tue abitudini

Guardare agli organismi viventi per ripensare l’architettura sostenibile, immaginando un’abitazione capace di adattarsi alle esigenze dei suoi inquilini e di alimentarsi esclusivamente con energia pulita. Una sfida accettata dagli studenti dell’Università del Maryland, che hanno sviluppato reACT, una casa modulare che può essere spedita facilmente e montata in autocostruzione. reACT è l’acronimo di Resilient Adaptive Climate, termine utilizzato dagli universitari per descrivere il loro approccio, che comprende autosufficienza energetica, possibilità di adattare la struttura alle esigenze climatiche, generazione di energia rinnovabile, riciclo dei rifiuti, produzione di cibo e acqua potabile, raccolta delle acque meteoriche. La casa modulare è progettata attorno ad un cortile centrale con tetto e pareti in vetro per illuminare l’interno e servire per assorbire il calore solare. Un impianto fotovoltaico con annessa batteria permette accumulo di energia elettrica e offre ai residenti la possibilità di venere l’elettricità in rete. ReACT produce anche acqua potabile attraverso sistemi di raccolta e trattamento dell’acqua piovana e delle acque grigie. Un orto domestico all’aperto è il nucleo verde dell’abitazione: si possono coltivare ortaggi e verdure ​utilizzando i rifiuti organici raccolti dalla compost toilet. Tramite l’automazione, la casa è capace di regolarsi per essere sempre il più possibile efficiente dal punto di vista energetico. Non solo, ma nel tempo si modella sull’ambiente esterno e sugli stili di vita degli occupanti. La tecnologia messa a punto dagli studenti del Maryland è un sistema che interagisce con gli inquilini e con il contesto. Il prototipo sarà presentato alla competizione Solar Decathlon 2017.

Un sistema di accumulo da portare ovunque, modulare e scalabile

Si chiama Power-Blox e nasce per portare energia nei Paesi in via di sviluppo. Una soluzione per tutte le situazioni in cui non si ha accesso alla rete. Ogni unità si collega alle altre come un mattoncino Lego, basta un cavo. Finora realizzati progetti in Mali, Camerun e Nepal.

Semplificare al massimo i sistemi di accumulo e renderli utilizzabili da chiunque e ovunque nel mondo.

Pare essere questa l’intenzione dietro a Power-Blox, un sistema di accumulo ideato da Alessandro Medici, ingegnere con base in Svizzera. La nuova unità infatti è completamente autonoma, scalabile e decentralizzata.

“L’idea nasce dall’esperienza accumulata da Alessandro Medici in Tanzania, durante l’installazione di alcuni impianti fotovoltaici”, racconta Laura Blagho, responsabile del marketing di Power-Blox. “In questi territori mancano spesso le competenze tecniche e questo rallenta la diffusione dei sistemi a rinnovabili. Il sistema nasce dall’esigenza di rendere i sistemi di accumulo il più semplici possibile”.

Un’unità singola, un cubo rosso equipaggiato da batterie agli ioni di litio, ha una potenza di 200 W e può erogare 1,2 kWh. Ma ciò che contraddistingue questo sistema dagli altri è la possibilità di essere trasportato ovunque e di poter essere collegato ad altre unità da un semplice cavo, creando in pochi passaggi una microgrid.

“Alla base della tecnologia c’è il concetto di ‘swarm power’, ovvero la capacità di ogni singolo modulo di autoregolarsi, di riconoscersi a vicenda e di stabilizzare di conseguenza la rete”, spiega Blagho. Un po’ come accade in natura, dove sciami e branchi si muovono e collaborano all’unisono, senza controlli esterni.

Oggi la difficoltà della rete è quella di mantenere il flusso energetico costante, e questo avviene tramite un controllo centralizzato. Il sistema proposto dalla startup svizzera è invece in grado di autoregolarsi: ogni unità è autosufficiente.

“Il sistema riesce a gestire l’intera rete. Ad esempio, nel caso una batteria perda potenza, le altre collegate in rete riconoscono la perdita, la isolano immediatamente ed erogano più energia per mantenere il flusso costante”.

Il sistema è stato pensato per essere collegato direttamente alla rete elettrica, così come avviene con un’auto elettrica o qualsiasi altro dispositivo a batteria. Ma può essere collegato direttamente ad un impianto fotovoltaico, o qualsiasi altra fonte rinnovabile, sia essa eolica o idroelettrica. L’energia viene immagazzinata e resa disponibile nei momenti di necessità.

Ad oggi i maggiori progetti realizzati sono in Mali, Camerun e Nepal, mentre sono in fase di realizzazione nuovi progetti in collaborazione con l’Agenzia svizzera per lo sviluppo e la cooperazione, finalizzati alla disinfezione dell’acqua in Mali e Haiti. Ma esistono applicazioni anche in Europa, ad esempio in abitazioni non raggiunte dalla rete in montagna o in ambienti agricoli.

Il costo della singola unità proposto alle Ong si aggira sui 2.300 euro, mentre il costo al kilowattora è di circa 0,34-0,52 cent€, a seconda delle applicazioni.

Ma il costo può essere ulteriormente abbattuto se l’elettricità viene fornita in parte da fonte solare, in particolare se l’energia viene impiegata di giorno.

Il sistema pare avere tutte le carte in regola per diventare una tecnologia di successo nel settore dell’accumulo energetico, perché intelligente e accessibile.

+18% le installazioni di rinnovabili in Italia da gennaio-agosto

Pubblicato l’osservatorio Anie Rinnovabili, ad Agosto 2017 la nuova potenza di fotovoltaico a 291 MW, + 14% rispetto all’anno precedente

Anie Rinnovabili ha pubblicato il consueto Rapporto mensile realizzato su dati Terna, che conferma anche per agosto il trend positivo per le FER già segnalato lo scorso mese di luglio.

In particolare da gennaio ad agosto 2017 le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono i 624 MW, con una crescita del 18% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Potenza connessa per fonte rinnovabile nel periodo gennaio-agosto 2017

Fotovoltaico

Ad agosto sono stati connessi circa 26 MW che portano il fotovoltaico a 291 MW di nuova potenza installata complessivamente, un valore in crescita del 14% rispetto allo stesso periodo del 2016.

Installazioni di fotovoltaico in Italia da gennaio ad agosto 2017

Cala del 3% il numero di unità di produzione connesse. A far la parte del leone sono sempre impianti di tipo residenziale che rappresentano il 47% della nuova potenza installata nel 2017.

potenza connessa di fotovoltaico in Italia da gennaio a agosto 2017
Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Lazio, Piemonte, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Basilicata, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria.

Fotovoltaico: potenza connessa per Regione nei primi 8 mesi del 2017

Eolico

Calano le installazioni, con soli 6 MW connessi che portano il comparto a 284 MW, con una crescita del 25% rispetto ai primi otto mesi del 2016.
Cresce in maniera significativa (+180%) il numero delle unità di produzione grazie alle attivazioni di impianti mini-eolici di taglia compresa tra 20 e 60 kW.
Il 91% della potenza connessa si trova nelle regioni del Sud Italia. Si segnala un impianto connesso in Veneto lo scorso luglio, da 4 MW .

Potenza connessa di eolico da gennaio ad agosto 2017

Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono il 31% del totale installato fino ad agosto 2017, mentre gliimpianti superiori ai 200 kW rappresentano il 68% del totale.

Idroelettrico

Sono 48 i MW complessivi per l’idroelettrico che registra un aumento del 12% della nuova potenza installata rispetto ai valori registrati nei primi otto mesi del 2016, e una crescita del 9% delle unità di produzione.

Potenza connessa di idroelettrico in Italia da gennaio a agosto 2017
Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sicilia, Trentino Alto Adige e Veneto sono le regioni in cui si sono regiostrate le migliori performance.

I nuovi impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi fino ad agosto 2017 costituiscono il 50% del totale.