Nasce la casa modulare sostenibile che impara dalle tue abitudini

Guardare agli organismi viventi per ripensare l’architettura sostenibile, immaginando un’abitazione capace di adattarsi alle esigenze dei suoi inquilini e di alimentarsi esclusivamente con energia pulita. Una sfida accettata dagli studenti dell’Università del Maryland, che hanno sviluppato reACT, una casa modulare che può essere spedita facilmente e montata in autocostruzione. reACT è l’acronimo di Resilient Adaptive Climate, termine utilizzato dagli universitari per descrivere il loro approccio, che comprende autosufficienza energetica, possibilità di adattare la struttura alle esigenze climatiche, generazione di energia rinnovabile, riciclo dei rifiuti, produzione di cibo e acqua potabile, raccolta delle acque meteoriche. La casa modulare è progettata attorno ad un cortile centrale con tetto e pareti in vetro per illuminare l’interno e servire per assorbire il calore solare. Un impianto fotovoltaico con annessa batteria permette accumulo di energia elettrica e offre ai residenti la possibilità di venere l’elettricità in rete. ReACT produce anche acqua potabile attraverso sistemi di raccolta e trattamento dell’acqua piovana e delle acque grigie. Un orto domestico all’aperto è il nucleo verde dell’abitazione: si possono coltivare ortaggi e verdure ​utilizzando i rifiuti organici raccolti dalla compost toilet. Tramite l’automazione, la casa è capace di regolarsi per essere sempre il più possibile efficiente dal punto di vista energetico. Non solo, ma nel tempo si modella sull’ambiente esterno e sugli stili di vita degli occupanti. La tecnologia messa a punto dagli studenti del Maryland è un sistema che interagisce con gli inquilini e con il contesto. Il prototipo sarà presentato alla competizione Solar Decathlon 2017.

Internet of Things: la tecnologia di cui tutti parlano che migliorerà le nostre vite

Ecco come funziona la tecnologia IoT

Notizie 24, venerdì 06 ottobre 2017.

Fra le tecnologie che evolvono e il digitale che prende sempre più piede, spesso si sentono parole strane e acronimi che fatichiamo a comprendere. Ciò sta accadendo anche con l’IoT, ovvero l’Internet of Things. Un concetto semplice, ma forse esasperato da una apparente contraddizione: come può Internet “entrare” nelle cose tangibili? Niente di particolarmente complesso: oggi molti dispositivi sono dotati di tecnologie di connessione in rete. E questo li rende gestibili anche a distanza tramite app, oppure consente di automatizzarne certe funzioni grazie a sistemi centralizzati. In sostanza, l’IoT è letteralmente l’Internet degli oggetti, delle cose che ci circondano. Tutto può essere collegato al web: dalle videocamere di sorveglianza fino alla lavatrice, passando per il frigorifero e le tapparelle. Grazie ad un router e a una centralina, questi device si muovono in sincrono, senza l’intervento dell’uomo.

Come funziona la tecnologia IoT?

Il funzionamento della tecnologia dell’IoT l’abbiamo appena accennato: un dispositivo che può connettersi al WiFi domestico, per essere gestito a distanza oppure automatizzato. Queste due operazioni sono rese possibili da software e sensori: i primi consentono connessione e interazione tramite app, i secondi studiano l’ambiente fisico circostante e avviano delle azioni in risposta a certi stimoli. Ecco perché l’IoT è a conti fatti l’Internet che esce dal digitale per diventare analogico. Alcuni esempi di dispositivi IoT? La lavatrice, il frigorifero, le già citate tapparelle ma anche il sistema di riscaldamento e le luci di casa. Persino le serrature. Ma dato che Internet è una componente fondamentale per l’IoT, serve una connessione potente e soprattutto stabile: al momento, questo è l’identikit della connessione ADSL. Infatti, non è casuale che diversi Internet provider come ad esempio Vodafone propongano un’offerta ADSL per la casa molto conveniente: ideale per sfruttare tutto il potenziale dei device IoT.

IoT: una tecnologia che ci faciliterà la vita

L’IoT non è un vezzo, ma una vera e propria rivoluzione, dato che sarà determinante per innalzare la nostra qualità di vita a livelli finora sconosciuti. Poter sfruttare l’Internet delle cose, infatti, significa poter programmare i dispositivi da remoto: ad esempio, possiamo controllare il contenuto del frigo dalla videocamera interna tramite app per smartphone. Manca il formaggio? Un domani si potrà chiedere all’elettrodomestico di fare la spesa online al posto nostro. Altri esempi di IoT al servizio della nostra quotidianità? L’aspirapolvere intelligente che studia le superfici per evitare gli ostacoli, totalmente automatizzato. Oppure le serrature biometriche che si aprono solo in nostra presenza. Infine, l’IoT farà bene anche all’ambiente, in quanto veicolo di risparmio energetico: potendo ad esempio contare su un sistema centralizzato delle luci, esse si avvieranno solo quando necessario. Tutto ciò porterà all’ottimizzazione dei consumi, ergo all’abbattimento degli sprechi energetici: viste le condizioni in cui versa il pianeta, l’IoT è una grande notizia.

Crescita record per i sistemi di accumulo fino al 2030

E’ il momento dei sistemi di accumulo, costi in discesa fino al 66% e crescita delle installazioni che entro il 2030 potrebbero aumentare fino a 17 volte

Irena, Agenzia Internazionale per le energie Rinnovabili, ha pubblicato il Rapporto dedicato al mercato dei sistemi di accumulo fino al 2030, che stima una crescita importante per il settore storage nelle applicazioni stazionarie, legata prima di tutto alla diminuzione dei costi, che potrebbero calare fino al 66%, grazie a innovazioni tecnologiche che riguardano per esempio le batterie agli ioni di litio (Li-ion) e le batterie a flusso.
Il calo dei prezzi potrebbe stimolare una crescita delle installazioni di sistemi storage fino a 17 volte gli attuali volumi, aprendo una serie di nuove opportunità commerciali ed economiche.
Entro il 2030 inoltre la durata delle batterie agli ioni di litio potrebbe aumentare di circa il 50 per cento, fattore che insieme al miglioramento delle prestazioni potrebbe contribuire a ridurre il costo dei servizi forniti. I costi delle batterie agli ioni di litio per le applicazioni stazionarie potrebbero scendere al di sotto dei 200 USD per chilowattora entro il 2030.

Lo stoccaggio dell’energia elettrica a batteria è una tecnologia chiave nella transizione del mondo verso un sistema energetico sostenibile, entro il 2030 la capacità di stoccaggio dell’energia potrebbe triplicare a livello globale se i paesi saranno in grado di raddoppiare la quota di energie rinnovabili nel sistema energetico.
Oltre che nel settore dell’edilizia le tecnologie di stoccaggio dell’energia possono garantire una più facile decarbonizzazione anche in altri settori tra cui quello dei trasporti in cui la redditività dello stoccaggio delle batterie per i veicoli elettrici (EV) sta migliorando velocemente, nel periodo tra il 2010 e il 2016 il costo delle batterie agli ioni di litio è sceso del 73% per le applicazioni di trasporto.

La casa è sempre più smart, al top impianti domotici contro ladri e caro-bolletta

Valeria Panigada 12 ottobre 2017 – 11:29

MILANO (Finanza.com)

La tecnologia entra sempre più spesso nella casa degli italiani, con l’obiettivo principale di proteggersi dai ladri e di risparmiare sulle bollette. E’ ciò che emerge dallo studio di ProntoPro, secondo cui gli impianti di videosorveglianza e di illuminazione domotica sono i più richiesti tra i sistemi di smart home con il 30% delle richieste, vale a dire un italiano su tre. Al secondo posto si piazzano le ricerche (14%) di chi vuole comandare con un dito aperture e chiusure di porte, cancelli, basculanti, tende, finestre, velux, serrande e altre motorizzazioni anche da remoto, attraverso interfacce di controllo semplici ed intuitive. Al terzo posto si piazza invece la gestione climatica della casa, il 13% di chi cerca impianti domotici vorrebbe gestire la temperatura in modo intelligente risparmiando sul riscaldamento. Questi interventi (acquisto, installazione e messa in opera) sono stati inseriti tra quelli per i quali è possibile accedere all’ecobonus, che permette di usufruire di una detrazione fiscale del 65%. Il bonus è applicato anche all’installazione di impianti domotici di climatizzazione, a cui è interessato l’11%.

Il 9% di chi vuole avere una casa smart chiede preventivi per l’automazione di tapparelle e tende da sole che si rivelano sensibili agli agenti atmosferici. Anche gli apparati audio e video (tv, home theatre, Hi-Fi, Dvd player, blu-ray, console, decoder HD etc.) presenti in casa, in ufficio o in qualunque altro luogo possono essere parte di un sistema integrato e l’8% di chi inserisce una richiesta per l’automazione della propria casa lo fa proprio per controllare da remoto i propri sistemi di distribuzione audio e video. Infine, il 5% del campione sceglie di prendersi cura del proprio giardino attraverso sistemi di irrigazione domotica che hanno il vantaggio di agire anche in ragione del clima e degli agenti atmosferici per evitare sprechi di acqua e denaro in caso di precipitazioni.