Crescita record per i sistemi di accumulo fino al 2030

E’ il momento dei sistemi di accumulo, costi in discesa fino al 66% e crescita delle installazioni che entro il 2030 potrebbero aumentare fino a 17 volte

Irena, Agenzia Internazionale per le energie Rinnovabili, ha pubblicato il Rapporto dedicato al mercato dei sistemi di accumulo fino al 2030, che stima una crescita importante per il settore storage nelle applicazioni stazionarie, legata prima di tutto alla diminuzione dei costi, che potrebbero calare fino al 66%, grazie a innovazioni tecnologiche che riguardano per esempio le batterie agli ioni di litio (Li-ion) e le batterie a flusso.
Il calo dei prezzi potrebbe stimolare una crescita delle installazioni di sistemi storage fino a 17 volte gli attuali volumi, aprendo una serie di nuove opportunità commerciali ed economiche.
Entro il 2030 inoltre la durata delle batterie agli ioni di litio potrebbe aumentare di circa il 50 per cento, fattore che insieme al miglioramento delle prestazioni potrebbe contribuire a ridurre il costo dei servizi forniti. I costi delle batterie agli ioni di litio per le applicazioni stazionarie potrebbero scendere al di sotto dei 200 USD per chilowattora entro il 2030.

Lo stoccaggio dell’energia elettrica a batteria è una tecnologia chiave nella transizione del mondo verso un sistema energetico sostenibile, entro il 2030 la capacità di stoccaggio dell’energia potrebbe triplicare a livello globale se i paesi saranno in grado di raddoppiare la quota di energie rinnovabili nel sistema energetico.
Oltre che nel settore dell’edilizia le tecnologie di stoccaggio dell’energia possono garantire una più facile decarbonizzazione anche in altri settori tra cui quello dei trasporti in cui la redditività dello stoccaggio delle batterie per i veicoli elettrici (EV) sta migliorando velocemente, nel periodo tra il 2010 e il 2016 il costo delle batterie agli ioni di litio è sceso del 73% per le applicazioni di trasporto.

La casa è sempre più smart, al top impianti domotici contro ladri e caro-bolletta

Valeria Panigada 12 ottobre 2017 – 11:29

MILANO (Finanza.com)

La tecnologia entra sempre più spesso nella casa degli italiani, con l’obiettivo principale di proteggersi dai ladri e di risparmiare sulle bollette. E’ ciò che emerge dallo studio di ProntoPro, secondo cui gli impianti di videosorveglianza e di illuminazione domotica sono i più richiesti tra i sistemi di smart home con il 30% delle richieste, vale a dire un italiano su tre. Al secondo posto si piazzano le ricerche (14%) di chi vuole comandare con un dito aperture e chiusure di porte, cancelli, basculanti, tende, finestre, velux, serrande e altre motorizzazioni anche da remoto, attraverso interfacce di controllo semplici ed intuitive. Al terzo posto si piazza invece la gestione climatica della casa, il 13% di chi cerca impianti domotici vorrebbe gestire la temperatura in modo intelligente risparmiando sul riscaldamento. Questi interventi (acquisto, installazione e messa in opera) sono stati inseriti tra quelli per i quali è possibile accedere all’ecobonus, che permette di usufruire di una detrazione fiscale del 65%. Il bonus è applicato anche all’installazione di impianti domotici di climatizzazione, a cui è interessato l’11%.

Il 9% di chi vuole avere una casa smart chiede preventivi per l’automazione di tapparelle e tende da sole che si rivelano sensibili agli agenti atmosferici. Anche gli apparati audio e video (tv, home theatre, Hi-Fi, Dvd player, blu-ray, console, decoder HD etc.) presenti in casa, in ufficio o in qualunque altro luogo possono essere parte di un sistema integrato e l’8% di chi inserisce una richiesta per l’automazione della propria casa lo fa proprio per controllare da remoto i propri sistemi di distribuzione audio e video. Infine, il 5% del campione sceglie di prendersi cura del proprio giardino attraverso sistemi di irrigazione domotica che hanno il vantaggio di agire anche in ragione del clima e degli agenti atmosferici per evitare sprechi di acqua e denaro in caso di precipitazioni.