Come risolvere i problemi legati agli eccessivi consumi energetici ?

Come risolvere i problemi legati agli eccessivi consumi energetici ? Ecco consigli utili per iniziare a risparmiare energia!

Con l’arrivo dei primi freddi autunnali il riscaldamento degli immobili è una delle prime tematiche a cui si pensa quando si parla del risparmio di energia.

Installare le termovalvole e i contabilizzatori elettronici permette di utilizzare l’impianto limitando: il suo utilizzo a dove strettamente necessario (non riscaldando ad esempio le stanze inutilizzate) e i relativi costi, anche qualora non si disponga di un sistema autonomo.

Ulteriori fattori di risparmio energetico possono essere degli infissi efficienti, una corretta e regolare manutenzione degli impianti di riscaldamento e l’accortezza di impostare la temperatura richiesta non oltre i 19-20 gradi. Se necessario rinnovare il proprio sistema sostituendo la vecchia caldaia con una nuova a condensazione o con una pompa di calore.

Altro modo per risparmiare energia in casa è quello di sostituire le normali lampadine con quelle a LED, dal minore consumo. Attenzione anche quando si acquistano nuovi elettrodomestici, la cui classe energetica fornirà le prime utili indicazioni riguardanti il futuro dispendio energetico. Nel caso di lavatrici e lavastoviglie privilegiare il lavaggio a pieno carico, così da ottimizzare i consumi energetici e idrici.

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Come raffrescare casa

Come raffrescare casa, tecnologie e prestazioni.

L’obiettivo è raffrescare casa, ma senza consumare troppa energia e senza gravare sull’ambiente.

Contro il caldo estivo, le tecnologie per raffrescare la propria abitazione sono diverse, dalla soluzione più immediata come il ventilatore, al climatizzatori, raffrescatore evaporativi e da tecnologie di nicchia come il solar cooling. Come scegliere la soluzione giust

Ecco la mini-guida di orientamento del portale qualenergia.it

 

Climatizzatori fissi

Tralasciamo gli apparecchi più economici, quelli on/off di vecchia concezione, per concentrarci sui climatizzatori multi-split in pompa di calore elettrica aria-aria, con tecnologia inverter. Sono quelli più efficienti, silenziosi e versatili. Per prima cosa, bisogna calcolare la potenza necessaria per raffrescare adeguatamente l’appartamento, espressa in BTU (British Thermal Unit). Il punto di partenza allora è 340 BTU/h x mq. Ad esempio, per una stanza di 20 metri quadrati, servirà un apparecchio con una potenza di almeno 6.800 BTU/h. Tuttavia, è sempre bene affidarsi a un installatore esperto. Un calcolo più preciso, infatti, dovrebbe includere altri fattori, come il grado di isolamento termico della stanza, il numero delle finestre, le caratteristiche degli infissi. Un errore da evitare è sovradimensionare le singole unità interne, pensando di raffrescare contemporaneamente più ambienti: ogni stanza dovrebbe avere il suo climatizzatore, per ottenere il massimo beneficio senza far impennare le bollette. Sul corretto utilizzo del climatizzatore, segnaliamo i consigli pratici pubblicati da ENEA, oltre alla nostra guida sugli incentivi disponibili. Conviene sempre acquistare modelli in classe A+ o superiore. Quando si esamina l’etichetta energetica, bisogna prestare molta attenzione al rapporto di efficienza energetica stagionale (SEER). Un valore elevato è indice di massima efficienza: significa che la potenza frigorifera espressa dalla macchina richiede un minore assorbimento di elettricità, rispetto a una macchina con un valore SEER inferiore. Altre due “voci” importanti sono il consumo stagionale di energia, espresso in kWh/anno e i livelli di potenza sonora in decibel delle unità esterne e interne.

Climatizzatori portatili

Mediamente più rumorosi e meno efficienti dei parenti fissi, i climatizzatori portatili sono sicuramente pratici, più economici, facili da installare senza alcuna opera muraria/impiantistica, a differenza di quelli fissi che prevedono l’installazione di uno o più motori esterni. Sulla reale trasportabilità di questi apparecchi c’è da fare un appunto: è vero che si possono sistemare in qualunque angolo della casa, ma è altrettanto vero che si portano dietro il loro tubo flessibile con diametro di una dozzina di centimetri, indispensabile per eliminare l’aria calda in uscita. Il tubo, quindi, va innestato in qualche modo in una finestra, con un buco nel vetro o semplicemente appoggiandolo sul davanzale e tenendo la finestra socchiusa (in questo caso, però, si fa entrare aria più calda nell’ambiente). In commercio esistono anche delle guarnizioni da montare tra infisso e telaio, in cui inserire il flessibile, ma non sono granché belle a vedere. C’è da dire, insomma, che alcuni vantaggi dei portatili, tra cui compattezza e funzionalità, vengono un po’ sminuiti dall’antiestetica presenza del tubo. Fissi, ma senza unità esterna. In alcune circostanze, il problema diventa l’unità esterna: appartamenti senza balconi, edifici storici vincolati, regolamenti condominiali che vietano/limitano l’installazione di queste unità sulle facciate dei palazzi. Allora si può valutare il climatizzatore fisso monoblocco con tubi a muro: di regola, bisogna praticare due fori del diametro di 16 centimetri (uno di ripresa e uno di mandata) in un una parete perimetrale. Oppure si può scegliere una macchina “tutto in uno”, quindi senza unità esterna, che utilizza l’acqua per raffreddare il condensatore. Il consumo idrico può arrivare a circa un metro cubo giornaliero nelle giornate estive più calde. Ovviamente, un climatizzatore di questo tipo va collegato con due tubi dell’acqua, in entrata e in uscita.

Ventilatori

Di ventilatori esistono tantissimi tipi. A soffitto, a piantana, da appoggio, a torre, senza pale, con nebulizzatore d’acqua integrato. Rinfrescare l’abitazione, in questo caso, non significa raffreddare l’aria a una determinata temperatura, bensì favorire l’evaporazione dell’umidità dalla nostra pelle. La corrente d’aria generata dal ventilatore serve proprio a dare una sensazione di frescura e benessere. I principali vantaggi di questi apparecchi sono due: la praticità, innanzitutto, perché basta collegarli a una qualunque presa elettrica e l’economicità, perché costano molto meno dei climatizzatori (si parte da poche decine di euro) e consumano pochissima energia. I modelli più di design, inoltre, possono essere utilizzati anche come elementi di arredo. I parametri più importanti da valutare sono: grandezza e diametro delle pale, portata massima espressa in metri cubi/ora, rumorosità, possibilità di orientare il flusso d’aria e regolare a diverse velocità la rotazione delle pale.

Raffrescamento evaporativo

Non poteva mancare un accenno al raffrescamento evaporativo, che a differenza dei climatizzatori usa un principio di raffreddamento naturale che non richiede l’uso di gas refrigeranti o di costosi compressori. Ecco in sintesi come funziona: un ventilatore aspira l’aria dall’ambiente, convogliandola contro un pannello di cellulosa, costantemente bagnato grazie a un impianto che attinge l’acqua da una vaschetta o nei sistemi di taglia maggiore da allacci all’impianto idrico. L’aria, quindi, attraversando il pannello evaporativo, si raffredda cedendo calore all’acqua e facendola così evaporare. I raffrescatori evaporativi, a differenza dei climatizzatori portatili, non necessitano di un tubo per espellere all’esterno l’aria calda e, inoltre, consentono di tenere porte e finestre aperte. Hanno inoltre costi d’installazione e gestione notevolmente inferiori a quelli di un comune impianto di climatizzazione: ad esempio consumano approssimativamente 1/4 dell’elettricità di un tradizionale condizionatore. Per l’impiego domestico ci sono molti raffrescatori evaporativi mobili, di dimensioni contenute e facili da trasportare. I raffrescatori evaporativi hanno però un grosso limite che li rende poco adatti all’uso in casa in ambienti chiusi. Il meccanismo con cui funzionano, far passare l’aria in un filtro bagnato, infatti crea umidità nell’ambiente, con tutti gli svantaggi del caso, in primis un calore percepito maggiore a parità di temperatura. Raggiunto un certo quantitativo locale di umidità inoltre il processo fisico alla base del funzionamento è sempre più difficile e meno efficiente, diminuendo le prestazioni della macchina, che però continua a far aumentare l’umidità dell’ambiente. Per questo il raffrescamento evaporativo è indicato soprattutto per esterni o per ambienti in cui c’è un ricambio continuo di aria: è popolare ad esempio nei grandi capannoni industriali, che spesso devono tenere i portoni aperti e che dispongono anche di impianti di aspirazione.

Solar cooling

Infine, parliamo di solar cooling. Questa tecnologia è ancora poco diffusa in Italia, soprattutto in campo domestico, perché gli impianti in commercio (da circa 20 kW di potenza frigorifera in su) sono più adatti ai grandi ambienti industriali e commerciali e ai sistemi centralizzati. Per solar cooling si intende l’abbinamento del solare termico con una macchina frigorifera ad assorbimento, che sfrutta l’energia termica immagazzinata nel fluido grazie ai collettori solari termici. L’output finale è acqua refrigerata utilizzabile per il raffrescamento estivo degli edifici. La roadmap sul solare per riscaldamento e raffrescamento recentemente pubblicata dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) prevede, e spera, che il solar cooling sia capace di coprire il 17% della domanda mondiale di freddo nel 2050. Nonostante questo ambizioso traguardo, però, la realtà appare al momento diversa: negli ultimi 10 anni, infatti, la penetrazione nel mercato di questa tecnologia è stata molto contenuta e spesso limitata, soprattutto per i costi ancora alti anche se, come i climatizzatori fissi, gli impianti di solar cooling in certe situazioni possono usufruire di incentivi quali detrazioni fiscali per ristrutturazioni o efficienza energetica o del nuovo Conto Termico.

È arrivato il primo freddo: caloriferi accesi I 10 consigli per risparmiare sulla bolletta

Dopo un ottobre anomalo e un inizio di novembre con temperature sopra la media è arrivato il primo vero freddo di un autunno più caldo rispetto alla media degli ultimi anni. La perturbazione di domenica 5 novembre ha portato pioggia in tutta la provincia di Bergamo, neve nelle zone di montagna e soprattutto un brusco calo delle temperature. Non è un evento eccezionale, anzi per questo periodo stiamo parlando di un freddo <normale>, ma dopo la siccità e il caldo di ottobre il cambio di clima si è sentito. Caloriferi accesi dunque, per un inizio di stagione in ritardo e conveniente per le tasche dei cittadini, alle prese ogni anno con la bolletta del gas. Per aiutare i consumatori a scaldare al meglio le proprie abitazioni, evitando sprechi energetici ed economici (o sanzioni per non aver effettuato le revisioni di legge), l’ENEA (agenzia nazionale per l’energia e lo sviluppo sostenibile) ha pubblicato sul proprio sito 10 regole per un riscaldamento efficiente che unisca il comfort al risparmio in bolletta.

1 – Effettuare la manutenzione degli impianti. Un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2 – Controllare la temperatura degli ambienti. Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3 – Attenti alle ore di accensione. Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Per i comuni in fascia “E”, ad esempio, è consentito fino a un massimo di 14 ore.

4 – Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. È un ‘trucco’ semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

5 – Schermare le finestre durante la notte. Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti (vedi punto 8) si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

6 – Fare il check-up alla propria casa. L’isolamento termico su pareti e finestre dell’edificio è un aspetto da non trascurare: se la costruzione è stata completata prima del 2008, probabilmente non rispetta le attuali normative sul contenimento dei consumi energetici e conviene valutare un intervento per isolare le pareti e sostituire le finestre. Con i nuovi modelli che disperdono meno calore il beneficio può essere doppio: si riducono i consumi di energia fino al 20% e si può usufruire degli ecobonus, la detrazione fiscale del 65%.

7 – Impianti di riscaldamento innovativi. Se l’impianto ha più di 15 anni, conviene valutarne la sostituzione ad esempio con le nuove caldaie a condensazione o a biomasse, le pompe di calore, o con impianti integrati dove la caldaia è alimentata con acqua preriscaldata da un impianto solare termico e/o da una pompa di calore alimentata con un impianto fotovoltaico. Per l’installazione si può usufruire della detrazione fiscale del 65% in caso di intervento complessivo di riqualificazione energetica o del 50% per una semplice ristrutturazione edilizia.

8 – Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni. Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria disperde calore ed è fonte di sprechi. Inoltre attenzione a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.

9 – Installare i cronotermostati. Un aiuto al risparmio arriva dai moderni dispositivi elettronici che consentono di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mantenere l’impianto in funzione solo quando si è in casa.

10 – Applicare valvole termostatiche. Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di mantenere costante la temperatura impostata e concentrare il calore negli ambienti più frequentati. Inoltre, permettono di evitare sprechi abbattendo i costi in bolletta fino al 20%. Le termovalvole usufruiscono di una detrazione fiscale del 50% se installate durante una semplice ristrutturazione edilizia o del 65% per interventi di efficientamento energetico e/o per la sostituzione di una vecchia caldaia con una ad alta efficienza. Il Dlgs 102/2014 ne ha reso obbligatoria l’installazione per condomìni ed edifici polifunzionali. I termini per mettersi in regola ed evitare sanzioni amministrative sono scaduti il 30 giugno 2017.

 

Efficienza energetica, quanti e dove sono gli spazi per migliorarla

Diminuisce l’intensità energetica globale, ma il 68% degli usi finali è senza misure-obiettivi vincolanti su emissioni e consumi, ad esempio i trasporti pesanti. Nelle abitazioni si riduce la bolletta media. Attenzione però al contributo “reale” delle tecnologie smart. Tutti i numeri del rapporto IEA. Le politiche globali per l’efficienza energetica stanno rallentando. Lo evidenzia la IEA (International Energy Agency) nel suo ultimo rapporto sul tema, Energy Efficiency 2017 (allegato in basso), pubblicato insieme alle nuove statistiche sulle rinnovabili per monitorare l’andamento delle tecnologie pulite nel mondo. Per capire le dinamiche presenti e future, restringiamo il campo all’edilizia con un esempio: dal 2000, sostiene l’agenzia parigina, le misure di efficienza – isolamento termico, contatori e termostati intelligenti, illuminazione led e così via – hanno permesso di ridurre le spese medie per l’energia delle abitazioni in molti paesi. In Francia e Gran Bretagna nel 2016 la bolletta energetica domestica è stata mediamente del 30-40% inferiore, con risparmi superiori a 400 $ pro capite, rispetto alla bolletta che si sarebbe avuta se non si fossero introdotte le tecnologie più innovative negli anni precedenti. La Germania ha visto risparmi ancora più consistenti, oltre 500 $ pro capite.Sulla crescente diffusione delle applicazioni per la casa connessa , l’agenzia rimane piuttosto cauta. Le tecnologie smart, in moltissimi casi, “sono immature, con risparmi energetici potenziali che non sono stati valutati rigorosamente da terze parti, o non sono stati verificati oltre i test-pilota”, si legge nel rapporto. Tra l’altro, tutti questi apparecchi intelligenti – lavatrici, frigoriferi, prese, sensori, eccetera – avverte la IEA, essendo sempre collegati al web, rischiano di avere dei consumi elettrici “nascosti” che finiscono per eliminare una parte dei vantaggi in termini di efficienza e costi;. Si veda il grafico seguente con i consumi medi in standby di alcuni dispositivi. Nonostante gli indubbi benefici apportati dalle politiche di efficienza, prosegue il documento, queste ultime sono progredite pochissimo nel 2016 in confronto agli anni precedenti. Il grafico sotto riassume la situazione: ben il 68% degli usi energetici finali a livello mondiale non è coperto da vincoli/obiettivi di efficienza, come gli standard sulle emissioni di auto e camion e le etichette sul rendimento degli apparecchi elettronici. L’intero incremento percentuale della “copertura” – arrivata quasi al 32% degli usi finali di energia – nel 2016 era dovuto al proseguimento di politiche esistenti, quindi senza l’apporto di nuove strategie.Tra i settori rimasti più indietro, precisa la IEA, troviamo i trasporti, perché nel mondo sono pochissimi gli standard su emissioni e consumi dei veicoli pesanti, ad esempio.Con l’ultimo grafico sotto vediamo come sta procedendo l’intensità energetica globale, cioè la quantità di energia primaria utilizzata per produrre una singola unità di PIL Dal 2010 l’intensità è diminuita in media del 2,1% l’anno, in confronto al -1,3% registrato nei decenni precedenti, contribuendo così in massima parte alla stabilizzazione delle emissioni di gas-serra e riaprendo il dibattito sul prossimo raggiungimento del picco della CO2 legata all’energia. 123

Nasce la casa modulare sostenibile che impara dalle tue abitudini

Guardare agli organismi viventi per ripensare l’architettura sostenibile, immaginando un’abitazione capace di adattarsi alle esigenze dei suoi inquilini e di alimentarsi esclusivamente con energia pulita. Una sfida accettata dagli studenti dell’Università del Maryland, che hanno sviluppato reACT, una casa modulare che può essere spedita facilmente e montata in autocostruzione. reACT è l’acronimo di Resilient Adaptive Climate, termine utilizzato dagli universitari per descrivere il loro approccio, che comprende autosufficienza energetica, possibilità di adattare la struttura alle esigenze climatiche, generazione di energia rinnovabile, riciclo dei rifiuti, produzione di cibo e acqua potabile, raccolta delle acque meteoriche. La casa modulare è progettata attorno ad un cortile centrale con tetto e pareti in vetro per illuminare l’interno e servire per assorbire il calore solare. Un impianto fotovoltaico con annessa batteria permette accumulo di energia elettrica e offre ai residenti la possibilità di venere l’elettricità in rete. ReACT produce anche acqua potabile attraverso sistemi di raccolta e trattamento dell’acqua piovana e delle acque grigie. Un orto domestico all’aperto è il nucleo verde dell’abitazione: si possono coltivare ortaggi e verdure ​utilizzando i rifiuti organici raccolti dalla compost toilet. Tramite l’automazione, la casa è capace di regolarsi per essere sempre il più possibile efficiente dal punto di vista energetico. Non solo, ma nel tempo si modella sull’ambiente esterno e sugli stili di vita degli occupanti. La tecnologia messa a punto dagli studenti del Maryland è un sistema che interagisce con gli inquilini e con il contesto. Il prototipo sarà presentato alla competizione Solar Decathlon 2017.

Comfort e risparmio energetico in una scuola

Realizzato in un edificio pubblico un intervento di riqualificazione dell’impianto termico con una soluzione a controllo domotico WATTS, per assicurare una riduzione dei consumi e ottimizzare il comfort di ragazzi e insegnanti

La Scuola Secondaria di I grado G.B. Scalabrini di Fino Mornasco, in provincia di Como, è stata protagonista di un intervento di riqualificazione dell’impianto di riscaldamento voluto dall’amministrazione per assicurare una riduzione dei consumi energetici.

La struttura è piuttosto obsoleta e energivora, si tratta di un edificio dei primi anni ’60, di grandi dimensioni, dotato di una sola centrale termica in grado di asservire e scaldare tre piani e due aree con gestione indipendente, quali una Società Sportiva ed il Centro Ricreativo Finese.

La società Danielli Giordano & C. S.n.c, alla quale sono stati affidati i lavori di riqualificazione dell’impianto dall’Architetto Laura Colombo, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, è intervenuta nel periodo estivo durante il quale il plesso è chiuso.
Per assicurare massimo comfort e risparmio energetico sono state utilizzate le soluzioni WATTS,  integrate all’interno dell’impianto esistente. In particolare sono state sostituite le valvole e i detentori con i nuovi modelli serie TRV sugli oltre 200 radiatori presenti, sono state montate le testine termostatiche elettroniche BT-TH02 RF e sono state installate le Centraline di gestione impianto con controllo remoto serie BT-CT02 RF WiFi di WATTS.

Sistemi Watts per la riqualificazione di un impianto termico di una scuola

Studenti, docenti e personale della scuola potranno vivere in ambienti confortevoli, impostare la temperatura desiderata nei diversi ambienti, grazie alla programmazione delle varie centraline dislocate nelle varie zone, potendo programmare gli orari di funzionamento a seconda delle reali necessità di occupazione della struttura e dei suoi locali.

E’ dunque ora possibile regolare la temperatura, impostando valori più bassi nelle zone con poca affluenza o addirittura escludendo alcuni ambienti quando non utilizzati per lunghi periodi. In questo modo si avranno consumi ottimizzati e un veloce ritorno economico sui costi dell’investimento.

DG Termoidraulica, che ha la gestione e manutenzione dell’impianto, monitorerà il funzionamento dell’impanto a distanza tramite l’applicazione WATTS®Vision®, così da verificare il corretto funzionamento delle testine termostatiche e intervenire sulla loro regolazione, programmazione, accensione/spegnimento.

Si è trattatto di un lavoro complesso considerando che la scuola è molto grande si sviluppa su tre livelli e per una superficie totale di oltre 5500m2, sono inoltre presenti muri separatori, porte antincendio e le lunghe distanze da coprire avrebbero potuto creare disturbi di ricezione del segnale radio (RF) tra i dispositivi. Proprio per questo è stato studiato un posizionamento ad hoc che assicurasse di diminuire al massimo la distanza tra le centraline e le varie testine termostatiche. Solo in un caso si è reso necessario installare un Ripetitore RF – antenna – in grado di estendere il campo di ricezione radio.

I tecnici WATTS hanno affiancato l’impresa in ogno fase dei lavori.