Le case degli italiani sempre più sicure ed efficienti: qualche numero dai settori sicurezza e sostenibilità

La domotica in Italia

Le case degli italiani si fanno sempre più smart. Secondo il report del Berg Insight, entro il 2019, le case “intelligenti” in Europa e in Nord America rasenteranno i 68 milioni, rispettivamente 29,7 e 38,2. Se il numero delle case intelligenti cresce costantemente, il merito è da ricercarsi negli sviluppi del settore domotico, un comparto ingegneristico che si occupa di interconnessioni nel funzionamento degli elettrodomestici, degli impianti di climatizzazione e del riscaldamento di un’abitazione.

Nello specifico, i dispositivi collegati possono condividere dati ed informazioni provenienti dagli altri device connessi. Le applicazioni sono pressoché infinite, si pensi anche al settore dell’industria o dell’urbanistica, ad esempio.

Inoltre, la domotica ha permesso di aumentare i livelli di sicurezza domestici attraverso l’impiego di   impianti di allarme avanzati.

La sicurezza domestica in Italia

In termini di sicurezza, dal report BES 2017 è emerso che quasi il 40% degli italiani non si sente sicuro a passeggiare nella zona in cui abita durante le ore notturne. A questa crescente insicurezza corrisponde un aumento del 13% sul fronte della sicurezza “fai da te”, rispetto al 2015.

Cresce di conseguenza anche il mercato della sicurezza domestica, specialmente sul fronte degli acquisti riguardanti i sistemi di allarme e le telecamere di videosorveglianza intelligenti: fatturato in crescita del 7,2% rispetto al 2016 prevalentemente nel comparto dei sistemi anti intrusione.

Quando si tratta di sicurezza, gli italiani si fanno furbi e preferiscono affidarsi agli esperti del settore invece di ricorrere al tanto amato fai da te, questo anche per una questione legata all’assistenza 24 ore al giorno e alle maggiori garanzie di professionalità.

Lo sviluppo e il progredire di nuove tecnologie ci mette di fronte a nuove sfide, ovvero provare a ideare soluzioni in grado di interagire e coesistere in differenti settori, come nel caso della sicurezza e dell’automazione.

E per quanto riguarda l’efficienza energetica nelle case degli italiani?

In questo caso, non si tratta di analizzare le preferenze degli italiani, ma di seguire le direttive approvate dal governo Renzi in merito al Piano d’Azione nazionale per l’Efficienza Energetica volto a ridurre i livelli di inquinamento atmosferico e surriscaldamento globale.

In tal senso, l’Italia si è prodigata investendo risorse ed impegno, erogando alle famiglie preziosi incentivi per l’aggiornamento dell’impianto energetico e la conseguente riqualificazione delle abitazioni.

Si chiamano Ecobonus e la loro fruizione ha permesso a molte famiglie italiane di acquistare nuove impianti di riscaldamento domestici, ma anche la possibilità di aggiornare quelli più vecchi e datati.

Nel triennio intercorso tra il 2014 e il 2017, il risparmio nelle bollette degli italiani ha toccato anche i 250 euro mensili. Per quanto riguarda i provvedimenti attuati dalle famiglie italiane, sono stati effettuati più di 3,3 milioni di interventi.

Riqualificazione energetica: gli interventi più effettuati in Italia

Secondo le indagini curate dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), negli ultimi 4 anni sono stati effettuati prevalentemente i seguenti interventi di riqualificazione: sostituzione di 2,6 milioni di serramenti; 70 mila interventi complessivi sul fronte dell’isolamento termico di pareti orizzontali ed inclinate; nel 2017, sono state  installate circa 664 mila caldaie a condensazione. In questo caso, la vera sfida è per gli installatori, i quali si vedono spinti costantemente verso un’evoluzione nell’ambito della termo-idraulica, con l’obiettivo di acquisire nuove competenze necessarie a promuovere dispositivi ancora più efficienti. Nuove sfide non solo sul fronte delle competenze, ma anche in termini di affidabilità e servizi di assistenza e manutenzione delle caldaie sul suolo nazionale, un aspetto strettamente correlato con la professionalizzazione degli operatori del settore. Non è una sfida semplice, ma, al fine del mantenimento della figura dell’installatore sul mercato, si rende necessaria per conferire al cliente finale un valore aggiunto concreto.

Conclusive le parole di Federico Testa, presidente dell’ENEA, che di recente ha condiviso le sue previsioni positive: “Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici, superando ostacoli e criticità. In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”.